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Ardore
Quest'ultima congettura sarebbe confortata dal fatto che il paese ebbe origine verso il mille come Gerace di cui Ardore nei primi tempi era un villaggio. L'origine del popolo ardorese, sarebbe, al pari del geracese, non greca, ma italo bizantina. Il borgo antico di Ardore, raccolto su una collinetta tra due valloni, offre al turista notevoli vestigia del suo passato, non solo attraverso l'imponente castello e la Porta Maggiore (XVII secolo), la splendida piazza Umberto I che ha una “rosa dei venti” disegnata nella pavimentazione e alcuni palazzi nobiliari. Tra le stradine, interrotte da lamie e scalinate, s’incontrano le chiese di San Rocco e di Santa Lucia. Più giù la porta del "Dongione”, la prima del paesino fortificato, che ripara il sarcofago del duca Gambacorta.
Esistono ancora in prossimità della Frazione Bombile i ruderi di un convento degli eremiti di sant'Agostino, fondato prima del 1502. Altri pochi avanzi di un convento di Domenicani esistono nella Contrada Salvatore. Si dice che Tommaso Campanella abbia trovato asilo, per qualche tempo in quel Cenobio. Esiste il sarcofago del primo Duca di Ardore, Orazio Gambacorta. Notevoli ritrovamenti archeologici, costituiscono l'attrattiva del paese e attestano senza ombra di dubbio l'antichità dell'abitato. In diversi punti del territorio furono rinvenute, in occasione di lavori campestri, monete antiche, e segnatamente molte monete locresi con l'effigie di Giove, di Minerva, di Proserpina, dei Dioscuri. Oltre a queste si rinvennero parecchie monete sicule, specie siracusane. Fra i reperti rinvenuti nella zona ricordiamo un interessante sarcofago, attualmente conservato nel Museo Nazionale di Reggio Calabria. La frazione San Nicola è il punto più alto del comune di Ardore e, probabilmente, il più antico. Nata in epoca paleocristiana, la frazione si è sviluppata nel periodo bizantino. Dalla frazione San Nico la si può risalire, in una sequenza di querce secolari, il promontorio Varraro: da qui si possono godere splendide vedute panoramiche che spazia no dal mare Jonio al massiccio dell’Aspromonte.
Splendida per la sua singolare posizione geografica, arroccata in cima a una collinetta vi è Bombile: la sua ricchezza è il santuario della Madonna della Grotta. Ha origini bizantine, tuttavia l’impostazione architettonica è di tipo latino poiché fu completamente ricostruita nel XVI sec. La chiesa è situata in un ampio vano a croce latina scavato nella roccia arenaria, per cui ali esterno è visibile solo la facciata. Il portale di ingresso realizzato in pietra locale è datato 1758. Di poco antecedente, l’altare maggiore (1751) realizzato in marmi policromi intarsiati sul quale è collocata la statua della Madonna della Grotta, di bottega gaginesca datata 1508 e proveniente dalla distrutta chiesa del vicino monastero degli Agostiniani. Quest’ultimo sorgeva a poca distanza dall’attuale santuario: se ne possono vedere i ruderi delle celle e i resti della chiesa.
Ad Ardore Marina nel 1913 fu edificata una Chiesa dedicata a Santa Maria del Pozzo, tale denominazione deriva dal fatto che essa era sorta nella contrada “Pozzicello”. All’interno vi sono numerose statue, tra queste, quella di maggiore pregio, e la statua della Madonna del Pozzo. Altre chiese, di non minore importanza storica, sono situate nelle frazioni del paese. San Nicola dei Canali situata a San Nicola è di antichissima fondazione. La Chiesa del Carmine in contrada Limachi presso la frazione Schiavo è stata costruita nel settecento. |
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Ardore Marina sorse nella seconda metà del secolo scorso, in concomitanza con l’inizio dei lavori per la costruzione della ferrovia sul litorale Jonico. In breve tempo divenne l’agglomerato urbano più popoloso e più attivo per iniziative commerciali tanto da superare quello del paese antico al quale resta il Centro Storico. La Leggenda, tramandataci da uno studioso del secolo scorso, lo storico Spanò Bolani, che l'aveva attinta da un manoscritto della Biblioteca del castello (manoscritto andato poi disperso), narra che il centro abitato di Ardore ebbe origine da Odore, ridente paese greco, che sorgeva sul lago omonimo, vicino al vulcano « Tre Pizzi », allora attivo. Quando poi avvenne che, in epoca indeterminata, il piccolo centro fosse distrutto, col suo lago, da una violenta eruzione del vulcano, ai superstiti non rimase altra via di scampo, che quella di stabilirsi nell’altopiano a sud-est dove oggi sorge la cittadina di Ardore. La quale, perciò, in memoria dell'antico abitato, assunse il nome attuale, insieme al Gonfalone. |
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