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BENESTARE
La storia di Benestare ha conosciuto due momenti di particolare rilievo. Nel 1906 la popolazione si ribellò al malgoverno dell’Amministrazione locale condotta dai Guidace. Durante i giorni della rivolta un uomo perse la vita e molti rimasero feriti. L’altro episodio accadde nel 1934, quando nella sede del Fascio in paese venne dato fuoco al gagliardetto. Un gesto simbolico con un palese significato politico che portò all’apertura di un’inchiesta. Il fatto, però, non venne mai chiarito. È il tipico centro collinare della Locride con piccole casette sparse su vari livelli che, nella loro disposizione, ricordano quasi la forma di un ferro di cavallo. Di particolare rilievo sono le case del centro storico del paese interamente costruite in gesso dalle antiche carcamuse, ovvero le fornaci dove si lavorava il gesso.
Località Perrone Partendo dal centro abitato, a piedi o in auto, si segue la Provinciale Benestare-San Nicola. In località Vitina c'è la diramazione per Perrone (2,5 km dal paese), ben segnalata. Il punto è molto panoramico. Le aree pic-nic e le fontane si confondono tra calipsi e pini marini. Qui ci sono le fonti sorgive Frandina e Carlovoi. Vicino anche un centro sportivo.
Come in molti altri centri in provincia di Reggio le opere d’arte sono concentrate quasi esclusivamente nelle chiese.
La
chiesa matrice nel 1500 era solo economale. Fu elevata a parrocchia nel 1609 da
monsignore Mattei. Nel 1817 l'arciprete De Romeis aggiunse altre due navate.
All'interno si conserva ancora un altare notevole dedicato all'Addolorata, pare
costruito su ordinazione della duchessa di Benestare, donna Lucrezia Reggio, con
l'onere di una messa settimanale. Molte le statue, tra queste quella del patrono
San Michele e quella della Madonna del Rosario. In fondo, l'abside con il
soffitto a volta. La facciata esterna è molto sobria.
Si
ipotizza che sul promontorio Varraro un tempo sorgesse un convento, retto da
monaci Basiliani, dedicato a Santa Maria del Gesù. Una volta soppresso (1810),
in seguito all'invasione dell'esercito francese, i suoi tesori artistici
sarebbero stati ceduti dal marchese di Fuscaldo alla chiesa matrice. Anche le
campane. Ma quando il convento fu ripristinato i religiosi reclamarono la
restituzione di queste ultime e si aprì una causa presso il Tribunale di
Catanzaro che fu persa dai religiosi.
La
chiesa S. Giuseppe e S. Antonio, situata nel rione Croce, fu edificata in tempi
remoti e distrutta interamente dal terremoto del 1783. Fu poi ricostruita e
dotata di una congrua (reddito minimo di un beneficio ecclesiastico) grazie al
duca di Benestare, don Giovanni Pescara. Con il sisma del 1908 riportò altri
danni poi riparati. In questa chiesa è installata l'omonima confraternita. La
facciata esterna è rivestita a mattoncini.
La “chiesa nuova” A Benestare, negli anni Trenta, venne costruita quella che nelle intenzioni sarebbe dovuta diventare una chiesa. Ma, a parte le mura esterne, non fu mai terminata poiché la ditta che eseguiva i lavori fallì e in seguito morì anche il proprietario. La “chiesa nuova”, così la chiamano in paese, ovviamente non è mai stata consacrata. L’imponente costruzione troneggia proprio all’ingresso di Benestare, con tanto di campanile a base quadrata e croce in alto. Oggi appartiene per usucapione al Comune ed è adibita a sala polifunzionale. |
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Il giorno di Pasqua si celebra la resurrezione di Cristo. Per l'occasione si tramanda da secoli la tradizionale "Cunfrunta" e cioè: l'annuncio a Maria da parte di Giovanni, del Cristo risorto. E così avviene l'incontro in Piazza Ariaporu di Benestare con San Giovanni che arriva dalla zona Timpa ed incontra la Madonna (vestita di nero) che invece arriva in piazza dalla Via Roma, il Santo comunica a Maria SS che suo figlio, Gesù Cristo, è risorto. San Giovanni viene portato dai confratelli avanti e indietro per ben tre volte "comunicando con Gesù e la Madonna. La statua del Cristo risorto arriva dalla Via Mazzini e l'incontro "a Cunfrunta" avviene nell'antica piazzuola Ariaporu. La Madonna si sveste del manto nero e tra suoni di tamburi, banda musicale spari di mortaretti, applausi e canti religiosi, i Tre Santi vengono girati a cerchio per diverse volte. Si procede poi con la processione per le vie del paese. |
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