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Brancaleone
Il territorio fu feudo e capoluogo di baronia. I primi padroni furono i Ruffo che abitarono stabilmente nel castello fino al 1515. Seguirono gli Aragona d'Aierbo, conti di Brancaleone, che dominarono per cinquant'anni la politica locale. Nel 1565 il feudo fu ceduto agli Spinelli di Scalea che lo tennero fino al 1571. Nello stesso anno, il messinese Cristoforo La Rocca lo acquistò per 20.000 ducati e lo cedette, dopo alcuni mesi, a Dionora Staiti Spatafora per 30.000 ducati. Una donna, profonda e coraggiosa, che volle sempre lottare in prima fila durante le decisive battaglie nella vallata di Capristello.
La collina di Brancaleone Superiore fu abbandonata definitivamente dopo l'alluvione del 1953. Dopo il violento terremoto del 1908 che distrusse l'antico borgo il paese si è sviluppato lungo il litorale. Alle spalle della marina si estendono vaste campagne dominate dai ruderi dell'antico centro. Il panorama che si gode da Brancaleone Superiore è spettacolare. Il verde delle distese contrasta con l'azzurro del mare.
Esso si trova arroccato in cima ad
una rupe, si vedono i ruderi del castello e i resti della chiesa dedicata
alla Madonna dell’Annunziata. Le case degradano sui fianchi dell'altura.
A Brancaleone Superiore il popolo si incontrava in due piazze: quella "dei nobili" e quella "dei poveri". Nel borgo, in una grotta dedicata alla Madonna del Riposo, si trova un affresco che probabilmente risale all'epoca bizantina. A Brancaleone Superiore sorgeva anche una chiesa intitolata a Maria SS dell'Annunziata che fu completamente distrutta dal terremoto del 1908. Del vecchio edificio, situato al centro del paese, oggi restano soltanto dei muri appena accennati, una sorta di piccola piazzetta dove ancora è possibile vedere nel pavimento dei cunicoli sotterranei dove venivano seppelliti i sacerdoti e qualche nobile autorità del paese. Nel 1933 fu ricostruita con le stesse caratteristiche e fu inaugurata nel 1935. Il portone d'ingresso è preceduto da un piccolo portico sorretto da quattro colonne. Al lato il campanile sopraelevato con le campane comprate dal cav. Domenico Condemi con il contributo della cittadinanza, in sostituzione di quelle rubate nel 1970. Le tre campane rubate, del 1100 d.C., erano realizzate con una fusione particolare ed emettevano tre note musicali. La pianta della chiesa è a croce greca, il pavimento di graniglia. L'altare barocco del 1500, preceduto da due balaustre di colonnine, era anche nella vecchia chiesa. |
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Dalla fontana San Gianni, vicino al borgo, sgorgano le acque della sorgente Bova. Un po' fuori dal gruppo di case, alla frazione Galati, rimangono i resti della Torre Marafioti, del sistema difensivo costiero. Località Pressocito Per raggiungere la località si parte in auto da contrada Altalia. La strada panoramica conduce a un altopiano. La vegetazione è tipica della macchia mediterranea. Sul posto, un borgo di 40 persone, si può gustare un buon vino locale. La spiaggia Lineare e profonda la spiaggia di Brancaleone ha una sabbia fine e chiara (attrezzata con docce). Il lungomare è abbellito da filoni di palme. In estate si aprono tanti locali e un lido. |
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