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Grotteria
La fondazione del paese risale al X sec. d.C. quando gli abitanti dovettero abbandonare il primo nucleo abitativo e spostare sulla cima di una collina per difendersi dagli attacchi via mare dei Saraceni che infestavano le coste calabre. Il suo nome deriva dal vocabolo greco Kripteria (nascondiglio), o Akropteria (situata in luogo elevato).
Con i Normanni, Grotteria diventò signoria
indipendente, acquisendo notevole importanza, anche se, a causa di
violenti terremoti, che si abbatterono sul paese (tremendi quello
del 1160 e quello del 1184) e provocarono danni e vittime, i momenti
di gloria e prosperità si alternarono a periodi bui. Tanti eventi sismici ed alluvioni hanno danneggiato Grotteria nei secoli. Un terremoto quasi la distrusse nel 1783 ma gli abitanti la vollero ricostruita nello stesso luogo.
Interessanti risultano la Chiesa Matrice, dell'Assunta, del Crocifisso, di San Domenico, i resti del Castello mediovale e alcuni antichi Palazzi.
Fu eretta probabilmente alla fine del X secolo con il nome di Maria SS Assunta della Cattolica dei Greci. Distrutta dal terremoto del 1783, fu ricostruita in stile moderno e riaperta al culto il 12 novembre 1926.
Fu costruita nell'XI secolo e distrutta dal terremoto del 1793. Riedificata, fu nuovamente danneggiata dal sisma del 7 marzo 1928 e ristrutturata due anni dopo. La facciata presenta un portale in pietra con decorazioni fiorate affiancato da quattro colonne corinzie (due per lato). L'interno è a unica navata. L'altare in marmi policromi è sormontato dalla statua della Madonna di Pompei con Santa Caterina da Siena e San Domenico. Nella chiesa, inoltre, sono custoditi un fonte battesimale in marmo con copertura in legno e un'antica statua di Santa Filomena donata alla parrocchia dalla famiglia Tavernese.
Fu costruita, più ampia e in stile moderno, su una preesistente chiesetta risalente al XVI secolo. Il piccolo edificio , infatti, subì molti danni a causa del terremoto del 1783 e fu completamente distrutta da quello del 1908. La facciata presenta un portale in muratura con ai lati due nicchie. All'interno, a unica navata, è custodito un Crocifisso seicentesco (probabilmente opera di un frate cappuccino) al quale i grotteresi attribuiscono un prodigio. Nel febbraio 1745 una terribile tempesta si abbatté sulla zona provocando danni e vittime. I fedeli, allora, portarono in processione il Crocifisso e, improvvisamente, la pioggia cessò. Da allora il SS Crocifisso diventò il patrono di Grotteria in sostituzione di San Gaudioso. Altre chiese In contrada Pirgo-Dragoni sorge la chiesa di San Nicola de Protonotaris, costruita nel 1963 per servire meglio gli abitanti delle 10 frazioni che compongono la parrocchia (dopo il trasferimento della sede di parrocchia da Santo Stefano a Pirgo). Sul frontone è posto un dipinto del pittore Armocida di Gioiosa Jonica. In contrada Farri si trova il Santuario di Santa Maria delle Grazie costruito intorno al 1400. Chiesa di Santo Stefano. L'edificio, che si trova in contrada Santo Stefano, fu costruito nell'XI secolo dai monaci di Serra San Bruno e nel XVII passò alla Chiesa Matrice di Grotteria. La facciata, tutta in pietra rustica, ha un ingresso in legno sormontato da una finestrella. All'interno c'è soltanto un semplice altare con la statua di Santo Stefano. Chiesetta di S. Antonio di Padova: fu fondata nel 1640 dall'avvocato Antonio De Maggio. Successivamente divenne cappella privata della famiglia Macedonio. La chiesa di San Nicola di Bari è comunemente detta di Francò dal cognome di una fedele che avviò i lavori di costruzione dell'edificio (XV secolo). |
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Nel punto più alto del centro abitato di Grotteria, in posizione dominante sulla Vallata del Torbido, rimangono visibili i ruderi del castello, importante testimonianza di un glorioso passato. Il complesso, che occupa una vasta area, ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni nei secoli, ma presumibilmente fu costruito in periodo normanno su una struttura molto più remota non tanto come abitazione, ma come roccaforte, a cavallo tra '400 e '500 il periodo di massimo splendore. Infine destinato come complesso carcerario prima del suo abbandono, ma già nell'Ottocento era un rudere.
Le frazioni sono numerosi: Zinni, Cambruso, Farri-Ricciardo, Bonbacone, Agliona, Pirgo, Marcinà che si estendono dalla montagna al mare. |
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