Altitudine

317 m slm

Superficie

37,98 Km2

Abitanti

3.223

Densità

84,86  ab/Km2

CAP

89043

Nome abitanti

grotteresi

Santo patrono

SS Crocifisso

Giorno festivo

2a domenica di settembre

 

 

PanoramaLa zona di Grotteria era abitata in tempi antichissimi come testimoniano la necropoli preellenica (IX-VIII sec. a.C.  - età del ferro) in località  S. Stefano e un edificio magnogreco (V secolo a.C.) presso Croceferrata sul Monte Palazzi.

La fondazione del paese risale al X sec. d.C. quando gli abitanti dovettero abbandonare il primo nucleo abitativo e spostare sulla cima di una collina per difendersi dagli attacchi via mare dei Saraceni che infestavano le coste calabre.

Il suo nome deriva dal vocabolo greco Kripteria (nascondiglio), o Akropteria (situata in luogo elevato).

Con i Normanni, Grotteria diventò signoria indipendente, acquisendo notevole importanza, anche se, a causa di violenti terremoti, che si abbatterono sul paese (tremendi quello del 1160 e quello del 1184) e provocarono danni e vittime, i momenti di gloria e prosperità si alternarono a periodi bui.Scorcio Nel frattempo, la diffusione della lingua volgare determinò l'adozione di diverse denominazioni del centro, che ricevette, dapprima, il nome di "Grottarea", successivamente trasformato in "Grottaria" e, infine, in "Grotteria", secondo la denominazione introdotta dagli Svevi e mantenuta, poi, dagli Angioini. Da questo momento, la storia di Grotteria registra un avvicendarsi di feudatari: Alberigo Piscicella (sec. XII), Giovanni Ruffo (1283), l'Ammiraglio Ruggero di Lauria (1303), Anselmo Sabrasio (1309), Raimondo Del Prato (fino al 1342),  De Luna (fino al 1363), Caracciolo (1363-1400), i Ruffo (1400-1420), i Loffredo (1420-1431), gli Aragona de Ayerbe (1431-1458), i Correale (1458-1501), i D'Elia (1570-1577), di nuovo gli Aragona de Ayerbe (1577-1631) e infine i Carafa (1631-1806, fino al crollo della feudalità).

Tanti eventi sismici ed alluvioni hanno danneggiato Grotteria nei secoli. Un terremoto quasi la distrusse nel 1783 ma gli abitanti la vollero ricostruita nello stesso luogo.

VistaLa struttura del centro storico di Grotteria riprende l'organizzazione medioevale. I ruderi del castello d'antica fondazione (bizantina?), da dove si può godere di un bel panorama fino alle coste joniche, infatti, dominano le abitazioni sottostanti che scendono a grappolo lungo il crinale della collina. Lungo le strette vie (vineje) , spesso percorribili soltanto a piedi, si notano i caratteristici gafi (passaggi pedonali sotto le abitazioni). Tra questi il più interessante è quello attiguo alla chiesa matrice che è stato ristrutturato nel 1995. Particolarmente lavorati, infine, sono i numerosi portali in pietra, riccamente decorati, che riportano stemmi e date.

Interessanti risultano la Chiesa Matrice, dell'Assunta, del Crocifisso, di San Domenico, i resti del Castello mediovale e alcuni antichi Palazzi.

Chiesa matrice di Santa Maria AssuntaChiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa matrice - navata centrale e altareFu eretta probabilmente alla fine del X secolo con il nome di Maria SS Assunta della Cattolica dei Greci. Distrutta dal terremoto del 1783, fu ricostruita in stile moderno e riaperta al culto il 12 novembre 1926.

Sorge sorge al centro del paese e, nell'antichità, aveva un sotto corpo adibito a Cimitero. In una delle cripte si conserva ancora la pregevole "Madonna della Concezione", straordinario reperto di scuola bizantina, realizzata in un enorme blocco lapideo. La chiesa, a tre navate, ha subito vari rifacimenti. La navata maggiore, l’abside ed il battistero presentano affreschi di Nik Spatari, pittore contemporaneo di Mammola. Sono presenti alcune grandi tele di notevole pregio: “ Crocifisso tra Santi”, “S. Francesco con l’Assunta”, “Madonna delle Grazie con Angeli e Santi e un Giovinetto in costume nobiliare”. Numerose sono le statue conservate al suo interno, tra cui spicca il S. Antonio Abate del celebre artista cittadino Cavaleri, particolarissima opera ricavata da un tronco di ulivo.

Chiesa della Madonna del RosarioChiesa della Madonna del Rosario di Pompei

Fu costruita nell'XI secolo e distrutta dal terremoto del 1793. Riedificata, fu nuovamente danneggiata dal sisma del 7 marzo 1928 e ristrutturata due anni dopo. La facciata presenta un portale in pietra con decorazioni fiorate affiancato da quattro colonne corinzie (due per lato). L'interno è a unica navata. L'altare in marmi policromi è sormontato dalla statua della Madonna di Pompei con Santa Caterina da Siena e San Domenico. Nella chiesa, inoltre, sono custoditi un fonte battesimale in marmo con copertura in legno e un'antica statua di Santa Filomena donata alla parrocchia dalla famiglia Tavernese.

Chiesa del Santissimo CrocifissoChiesa del Crocifisso

Fu costruita, più ampia e in stile moderno, su una preesistente chiesetta risalente al XVI secolo. Il piccolo edificio , infatti, subì molti danni a causa del terremoto del 1783 e fu completamente distrutta da quello del 1908. La facciata presenta un portale in muratura con ai lati due nicchie. All'interno, a unica navata, è custodito un Crocifisso seicentesco (probabilmente opera di un frate cappuccino) al quale i grotteresi attribuiscono un prodigio. Nel febbraio 1745 una terribile tempesta si abbatté sulla zona provocando danni e vittime. I fedeli, allora, portarono in processione il Crocifisso e, improvvisamente, la pioggia cessò. Da allora il SS Crocifisso diventò il patrono di Grotteria in sostituzione di San Gaudioso.

Altre chiese

In contrada Pirgo-Dragoni sorge la chiesa di San Nicola de Protonotaris, costruita nel 1963 per servire meglio gli abitanti delle 10 frazioni che compongono la parrocchia (dopo il trasferimento della sede di parrocchia da Santo Stefano a Pirgo). Sul frontone è posto un dipinto del pittore Armocida di Gioiosa Jonica.

In contrada Farri si trova il Santuario di Santa Maria delle Grazie costruito intorno al 1400.

Chiesa di Santo Stefano. L'edificio, che si trova in contrada Santo Stefano, fu costruito nell'XI secolo dai monaci di Serra San Bruno e nel XVII passò alla Chiesa Matrice di Grotteria. La facciata, tutta in pietra rustica, ha un ingresso in legno sormontato da una finestrella. All'interno c'è soltanto un semplice altare con la statua di Santo Stefano.

Chiesetta di S. Antonio di Padova: fu fondata nel 1640 dall'avvocato Antonio De Maggio. Successivamente divenne cappella privata della famiglia Macedonio.

La chiesa di San Nicola di Bari è comunemente detta di Francò dal cognome di una fedele che avviò i lavori di costruzione dell'edificio (XV secolo).

Ruderi del castelloCastello Medioevale di Grotteria

Nel punto più alto del centro abitato di Grotteria, in posizione dominante sulla Vallata del Torbido, rimangono visibili i ruderi del castello, importante testimonianza di un glorioso passato.

Il complesso, che occupa una vasta area, ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni nei secoli, ma presumibilmente fu costruito in periodo normanno su una struttura molto più remota non tanto come abitazione, ma come roccaforte, a cavallo tra '400 e '500 il periodo di massimo splendore. Infine destinato come complesso carcerario prima del suo abbandono, ma già nell'Ottocento era un rudere.

 

Piani della mentaPiani della menta

I Piani della Menta ospitano, tra immense pinete secolari, una vastissima area turistica attrezzata con fontane, piani di cottura, capanne, tavoli, campi ed aree da gioco, oltre ad una piccola cappella dedicata alla Madonna ed a S. Gualberto, protettore delle foreste. Non molto lontano, uno splendido laghetto artificiale, circondato da faggi di rara bellezza e, poi, il monte Palazzi (la cui vetta, con i suoi 1215 metri sul livello del mare, è il tetto del territorio comunale), su cui sono ancora visibili i ruderi di una costruzione circolare in pietra di probabile origine romana, che doveva essere una stazione di sosta, posizionata in prossimità del valico di Croceferrata, sulla pista che conduceva al versante tirrenico

Le frazioni sono numerosi: Zinni, Cambruso, Farri-Ricciardo, Bonbacone, Agliona, Pirgo, Marcinà che si estendono dalla montagna al mare.

 

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