Altitudine

310 m slm

Superficie

13,57 Km2

Abitanti

511

Densità

37,66 ab/Km2

CAP

89040

Nome abitanti

sangiovannesi

Santo patrono

San Giovani Battista

Giorno festivo

ult. dom. giugno

 

 

 

PanoramaSecondo la tradizione popolare l'aggiunta al toponimo di Gerace deriva dal nome di una nobile famiglia greca, Hierakì, che giunta in Italia, nella scelta della luogo in cui stanziarsi, si fece guidare da un uccello sacro, appunto lo hjerax. Storicamente le origini del paese sono legate alla comunità basiliana di San Giovanni Battista che sorse intorno al XI secolo, nei pressi dell'attuale chiesa omonima.  In periodo magno-greco l'area in cui sorge San Giovanni di Gerace, era compresa nella Repubblica di Locri. Come casale di Grotteria ne seguì le vicende feudali. Fu sotto la dominazione della famiglia Correale dal 1458 al 1501, anno in cui subentrarono i Carafa che vi rimasero fino al 1558. Seguirono i Loffredo (1558-1573), i d'Aragona de Ayerbe (1573-1613). Gli ultimi feudatari di San Giovanni di Gerace furono i Carafa, che governarono fino al 1806. L'ordinamento amministrativo del 1799 lo riconosceva Comune incluso nel Cantone di Roccella. Con la legge francese del 19 gennaio 1807, diveniva Luogo, cioè Università, nel Governo di Grotteria. Dopo la riconquista borbonica del Regno di Napoli, in seguito alla legge del 12 dicembre 1816 emanata da Ferdinando I, San Giovanni entrava a far parte del governo di Gerace.

LScorcioa denominazione specificativa "di Gerace" attribuita al Comune di San Giovanni è dovuta al fatto che Gerace è sempre stata, nel corso dei secoli, il capoluogo del circondario di zona, al quale tutti i paesi circostanti facevano capo, sia dal punto di vista burocratico che dal punto di vista ecclesiastico, essendo Gerace sede della Cattedra Vescovile. Per denotare tale appartenenza territoriale (soprattutto in riferimento alla giurisdizione ecclesiastica) il paese di San Giovanni è stato da sempre identificato come "San Giovanni nella Diocesi di Gerace", fino ad ottenere, nell'Ottocento, la denominazione definitiva di "San Giovanni di Gerace".

Dalla piazza del Municipio partono una serie di viottoli lastricati che attraversano l'intero borgo medievale. Interessante è il centro storico con alcuni Palazzi Signorili con portali settecenteschi, opera di maestranze serresi (Barillaro, Lucà). Meritano una visita il Santuario di Maria SS. Delle Grazie, la Chiesa Matrice, dell'Assunta e quella di San Giovanni Battista (Patrono della città).

Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1783 che distrusse completamente le chiese dell'Assunta, di San Nicola e di San Pietro Apostolo. Crollarono le fondamenta dell'edificio sacro dedicato alla Madonna delle Grazie, ma la statua della Vergine rimase miracolosamente illesa.

Chiesa di Maria Santissima dell'Assunta L'imponenza del santuario è espressione della religiosità dei sangiovannesi che hanno duramente lottato per mantenere il controllo dell'edificio sacro.

Chiesa della Assunta (Matrice)

Fu elevata a parrocchiale verso il 1613, non si conosce l'anno di fondazione.
Distrutta dal terremoto del 1638, fu ricostruita nella seconda metà del sec. XVII°, secondo un progetto tipico di costruzione di chiese a due navate. Il paliotto dell'altare maggiore, in marmo pregiato, porta lo stemma della Famiglia Aragona de Ajerbe.
La pila nell'acqua santa, secentesca, è in marmo rosato, nell'abside, si conserva una tela secentesca, dipinta ad olio, di scuola meridionale raffigurante Maria SS.ma Assunta in Cielo, restaurata, nel 1845, dall'artista napoletano G. De Pierro.

Santuario di Maria Santissima delle Grazie

È uno dei centri mariani più importanti della Locride e accoglie ogni anno centinaia di pellegrini da tutte le zone della regione.
Satuario di Maria Santissima delle GrazieA conferma della grande rilevanza di questo luogo di culto, il 31 maggio 1960 il Vescovo di Locri-Gerace, Mons. Pacifico M.L. Perantoni, con un suo «Decreto circa i Santuari della Nostra Diocesi» elevò il santuario di San Giovanni di Gerace a santuario maggiore, riconoscendone la grande importanza storica e religiosa.

Il tempio, ad una navata sovrastata da una maestosa volta, fu decorato dal valente artista Francesco Gangemi con pregevoli stucchi. Sopra l’altare maggiore, marmoreo, una splendida nicchia costruita alla fine degli anni ‘40 da Raffaele Pata, discepolo del Gangemi, accoglie la statua della Madonna.
Interno del SantuarioAltre edicole allinterno della chiesa fanno da cornice alle statue di Santa Filomena, Santa Maria del Carmelo, San Giuseppe, San Pietro; La prima costruzione è stata avviata nel 1407, in seguito all'apparizione della Vergine a Domenico Totino. Crollata e abbandonata, fu riedificata nel 1649. La piccola cappella rurale venne rasa al suolo dal terremoto del 1783. L'attuale edificio, costruito nel 1843, è gestito da un consiglio di amministrazione proprio, composto dal sindaco, due consiglieri comunali, il parroco e un cittadino designato dalla curia. Si è giunti a questa decisione dopo anni e anni di lotta tra i cittadini e la curia. Nel settanta la congregazione di Carità non volle cedere i diritti sul santuario alla curia, che di contro si rifiutò di mandare un parroco a celebrare la messa. Il braccio di ferro durò anni e anni. I cittadini occuparono più volte il santuario rivendicando il loro diritto di proprietà fino a quando nel 1994 si giunse alla suddetta decisione.

Chiesa di San Giovanni BattistaChiesa di San Giovanni Battista

Sorge nelle adiacenze della «Corte», dei Baroni di Grotteria. Non si conosce l'anno di fondazione, ma deve essere molto antica, essendo sorto, intorno ad essa il primo nucleo del centro abitato Sangiovannese. È ad una navata, armonica nelle sue strutture; nella parte absidale è decorata con pregevoli stucchi.
Le tre fontaneSulla parete di fondo, dietro l'altare maggiore, c'è la cappella, opera di Mastro Raffaele Pata, nella quale viene custodita la maestosa ed artistica statua lignea del Santo Patrono, opera di scuola napoletana, restaurato da Rocco Morizzi, da Tresilico nel 1889, e da Fortunato Salerno da Gerace nel 1944.
Oltre all'altare maggiore ci sono altri due altari laterali: quello della parete di destra, dedicato alla Madonna del Carmine, con grande tela ad olio raffigurante la titolare; e quello della parete di sinistra, dedicato a San Francesco di Paola, del quale si conserva un quadro su tela ad olio.
Gli ultimi lavori recenti eseguiti sono stati la costruzione della sacrestia e il rifacimento dell'intero tetto, e nel giugno 2002, il restauro di una parte della statua di San Giovanni Battista a cura dell'artista Corrado Armocida.

Da visitare, inoltre ci sono:

Ex Palazzo Barillaro - costruzione ottocentesca in stile romanico in via Oberdan.

Fontanella dell'arco  - sorta nel 1848 alimentata da una sorgiva che scaturisce dalle fondamenta dal Santuario di Maria SS. della Grazie, era situata all'imbocco della strada della montagna (oggi via Oberdan) su un muro di sostegno, successivamente venne trasferita ai piedi della gradinata del Santuario. Oggi accanto alla fontanella, è stata portata alla luce una grotta dove è stata posta la statua della Vergine Maria;

Fontana di Santa Lucia - con attiguo abbeveratoio, eretta nel 1887 all'entrata del paese, alimentata da una sorgente proveniente dal fondo "Torre";

Tre fontane - erette nel 1907, alimentate da una sorgiva del fondo "villa";

 

Il Percorso Naturalistico della Scialata (o del Torrente Levadio) è un sentiero escursionistico montano che, costeggiando a ritroso il tracciato del Torrente Levadio, conduce gli escursionisti fino alla sorgente di acqua oligominerale di Cannavarè, nei pressi dell’area pic-nic denominata "Scialata". Si tratta di uno dei percorsi naturali  più suggestivi tra quelli esistenti nella provincia di Reggio Calabria.

Il sentiero naturalistico può essere percorso per intero oppure solo nella sua parte finale, nella quale sono situate le cascate ed i tratti più interessanti.

Numerose sono le meraviglie che la natura ci propone nell’ambito di questo percorso montano: si costeggia un torrente aspro, che snoda il suo tracciato tra gigantesche rocce granitiche e boschi secolari fittissimi, in una natura incontaminata ricca di flora, così bella da lasciare senza fiato...

Le bellissime cascate offrono agli amanti dell’avventura l’opportunità di trovare un piacevole refrigerio nelle fresche acque della fiumara...

Alberi secolari e cielo azzurro fanno da sfondo a quella che si può ben definire un’esperienza unica.

 

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