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Sant'Ilario
Le
origini di Sant'Ilario sullo Ionio sono relativamente recenti
rispetto a quelle della piccola cittadina che attualmente
costituisce una sua frazione. Condoianni, infatti, è un paese
antichissimo. Numerosi, infatti, sono stati - e
continuano ad essere - i ritrovamenti di anfore, monete, vasi, tombe di
epoca greca e romana, quasi ad attestare l’antichità e l’importanza di
questo centro, oggi declassato a frazione.
Fu distrutto intorno all'anno 920 da un'invasione dei
Saraceni. Risorto nuovamente fu per qualche secolo sotto il Regio
demanio e fu in questo periodo che iniziarono, probabilmente, i
lavori di costruzione del poderoso castello di cui ancora oggi si
possono ammirare la torre quadrata centrale e, una torre circolare e
qualche pezzo di muro di cinta. A partire dal XIV secolo Condojanni
fu assegnata ai primi feudatari: i Ruffo di Calabria che dalla metà
del '300 furono i primi signori di Condojanni. A seguito di una ribellione
contro il re di Napoli, fu confiscata ai Ruffo e rivenduta, nel 1496
dal re Federico di Aragona al conte Tommaso Marullo, discendente da
una delle famiglie più ricche e influenti di tutta la Sicilia.
A
causa dei debiti, nel 1585, la contea venne messa ai pubblici
incanti. Se l'aggiudicò don Fabrizio Caraffa, principe di Roccella.
Gli eredi della famiglia Carafa cominciarono a espandere l'abitato
anche sui territori ove ora sorge il paese di Sant'Ilario. Il nuovo
centro diventò ben presto quello principale soprattutto dopo il
terremoto del 1653 che rase al suolo quello di Condoianni. I Carafa
continuarono a governare il proprio possedimento fino all'eversione
della feudalità.
Sant'Ilario,
acquisendo il suffisso dello Ionio per la sua posizione
bagnata dal mare, venne elevato a Comune all'atto dell'istituzione
dei medesimi per decreto datato 4 maggio 1811. Gli venne attribuito Condoianii come frazione e veniva assegnato nel Circondario di
Gerace.
A
Condoianni si erge una torre
quadrata dell'XI secolo, costruita dai Saraceni dopo la distruzione del
paese avvenuta alla fine del X secolo, e rimangono imponenti ruderi di un
castello, fra cui tratti di mura di cinta e torrioni fra i più notevoli
dell'intera provincia reggina. I lavori di costruzione del Castello, molto
probabilmente, si eseguirono sotto il regno di Ruggero II della dinastia
Normanna all'inizio del XII secolo.
I ruderi del castello sembrano ancora proteggere
l'abitato con le sue numerose chiese che ne costellano le ampie
strade e i caratteristici vicoletti.
Custodi di storia, si alternano
agli antichi palazzi gentilizi che conservano caratteristiche di un
passato molto lontano. La natura che abbraccia il borgo offre la
possibilità di un tuffo nelle acque del mar Jonio e, allo stesso
tempo, di salutari passeggiate nei boschi che gli fanno da corona.
Il centro storico di Sant’Ilario dello
Jonio è di grande interesse per gli elementi architettonici presenti,
risalenti al periodo medievale.
Chiesa
di Sant'Ilarione
Antichissima chiesa costruita nel XV secolo. Nel
secolo ha subito numerosi rifacimenti e modifiche che ne hanno pian
piano cancellato l'aspetto originario. Fu elevata a parrocchia nel
1711 come testimonia la scritta incisa su una pietra ritrovata dal
gruppo archeologico santiliarese. L'interno, a cui si accede per
mezzo di un ampio portale ad arco in pietra, è a tre navate.
Anticamente vi erano sette altari. Quello maggiore è sormontato da
una cupola arricchita da dipinti raffiguranti le virtù teologali. Le
pareti laterali, invece, riportano figure dei dodici Apostoli. Tra
gli oggetti che ancora conserva ci sono alcune tele (probabilmente
del XVIII secolo) raffiguranti San Vincenzo, la Madonna del Rosario
e San Nicola e la cosiddetta "trocca" che un tempo veniva suonata
per le vie del paese il Venerdì Santo al posto delle campane.
Chiesa di
Sant'Antonio
Si trova nella frazione Condojanni. Più volte
ridotta a rudere dai vari terremoti che colpirono la Calabria nel
corso dei secoli, venne demolita nel 1919 e fatta completamente
ricostruire nel 1930. Al portale d'ingresso vi si accede attraverso
due ordini di ampie scalinate in pietra. L'interno, a una sola
navata custodisce la statua di sant'Antonio conservata in una
nicchia sopra l'altare maggiore.
Chiesa di
Sant'Anna
La chiesa di
Sant'Anna sorge difronte al mare su una collinetta. La data 1756, scolpita
sulla base di uno dei putti in marmo, di scuola napoletana, conferma
l'antica origine. Fu costruita, infatti, come corpo aggiunto alla casina
Speziale che risale alla fine del XVII secolo.
Altra convalida alla
datazione perviene dall'esame affermato da un autorevole studioso d'arte
(Prof. Strinati) sulla tela originale dell'altare raffigurante S. Anna, S.
Gioacchino e la Madonna, di autore ignoto, dopo il recente recupero e
relativo restauro. La chiesa è descritta nella "Cronistoria della Diocesi
di Gerace" del Can. Antonio Oppedisano (Gerace, 1934). Negli anni '40 e
'50 il carattere rurale della stessa trovava continuità nelle frequenti
celebrazioni della messa da parte del Sacerdote Don Domenico D'Agostino
con larga partecipazione delle raccoglitrici di olive prima di iniziare il
pesante lavoro nei terreni circostanti. La festa di S. Anna ricorre il 26
luglio. La Curia Vescovile di Gerace-Locri, in data 26 aprile 1986
conferma che, la chiesa dedicata a S. Anna gode di diritto patrizio della
famiglia Speziali. |
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