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Stignano
In un'invidiabile posizione naturale, Stignano sorge aggrappata a uno sperone sulla sinistra della bassa valle della fiumara Precariti. Confina con i comuni di Camini, Caulonia, Riace, Stilo, Placanica, Pazzano e con il mare Jonio. Dista 132 km dal capoluogo Reggio Calabria.
La ricerca etimologica sul termine "Stignano" lascia aperti ancora confini della storia civica secondo alcuni studiosi il nome deriverebbe dal greco stenòs, luogo angusto, stretto, mentre secondo uno studio più consolidato si tratterebbe di un nome preso dalla cittadina dal termine latino Stenianum che indicherebbe "possesso o villa di uno Stenus, o Stenius"?).
Quindi, insieme agli altri casali di Guardavalle, Camini, Riace e Pazzano, appartenne al demanio regio di Stilo anche durante la dominazione degli Aragonesi. L'ordinamento amministrativo dello Stato, predisposto dal generale Championnet durante la Repubblica Napoletana, ne fece un Comune autonomo nel cantone di Satriano. Nel 1807, invece, i Francesi lo dichiararono università nel cosiddetto governo di Stilo. Ritornò a essere amministrativamente autonomo con il decreto 4 maggio 1811 istitutivo dei Comuni. Ai piedi del borgo adagiato su una collina scorre la fiumara Precariti. Il paese ha mantenuto le caratteristiche medievali con le case addossate le une alle altre. Le stradine interne, in alcuni punti, sono così strette da non consentire il passaggio delle auto. La vita scorre intorno alla piazza Forzio che regala una vista spettacolare sulla costa jonica.
È una grande villa settecentesca a forma di "U" ed è considerata uno dei più significativi esempi di arte barocca in Calabria. Si trova in contrada Scinà (a 2 km dal paese) e, anche se costruita da maestranze locali, fu probabilmente progettata in ambienti napoletani.
Sorge in posizione dominante, su due piani, circondata da giardini e
fontane e riesce a cogliere immediatamente l'attenzione del visitatore
per l'armonia delle soluzioni architettoniche adottate in ogni parte del
complesso. Sul lato belvedere,affacciato sul sottostante paesaggio, c'è un'altra monumentale fontana di marmo bianco con tazza poligonale di base e due tazze più piccole circolari. La terza fontana, quella dei delfini, separa la struttura dalla piscina.
Nelle vicinanze della villa c'è una dipendenza con forno e frantoio. La villa per la fine bellezza e unicità fu prescelta accanto alla reggia di Stupinigi, alla Villa dei principi Mellone di Lecce e al palazzo del Principe (Doria Pamphili) di Genova per la serie filatelica "Le ville d'Italia" emessa dalle poste Italiane nel 1984.
Il Castello di San Fili di Stignano, è una torre nata come struttura difensiva nel ‘500, poi modificata dai feudatari a fini residenziali nel corso del 700 ad opera di una famiglia locale che, già nel secolo successivo, l’abbandonò per un’altra residenza.
L’edificio rappresenta un caso singolare di residenza di campagna con i caratteri tipici però di fortezza. Il castelletto è stato inserito da Legambiente, nel 1996, nel gruppo dei monumenti italiani da preservare. Torre San Fili La Torre di San Fili a Stignano, è una torre cilindrica con funzione di avvistamento e di guardia coordinata con l'apparato di difesa contro le invasioni saracene e turche. E' del 1600. |
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Nota la disputa che, negli ultimi anni, ha opposto i
cittadini di Stignano a quelli di Stilo. In paese, infatti, esiste una piccola casa in pietra indicata come la culla natia del grande filosofo. Dichiarata monumento nazionale, reca su una delle pareti esterne una targa apposta dall'Amministrazione comunale in occasione del IV centenario della sua nascita su cui è scritto: "In questa casa nacque il filosofo Tommaso Campanella venuto a debellar tre mali estremi: tirranide, sofismi, ipocrisia. Stignano 1568 - Parigi 1639". Chiesa dell'Annunciazione (Matrice) Ha una facciata massiccia, a unico blocco, questa chiesa costruita nel 1914.
In posizione panoramica, la chiesa con facciata a capanna dovrebbe risalire al XVI secolo. L'interno è a unica navata con abside e sulle pareti sono visibili dipinti di stile bizantino. Vi sono custoditi un dipinto su tela del Seicento e una statua della Madonna Immacolata intagliata (XIX secolo).
Si trova anche a Stignano il convento di S. Antonio (ex convento di S Francesco di Paola con annessa chiesa dei Minimi) che è stato fondato da Paolotti nel 1641, ed ha un chiostro delimitato da un bel porticato.
Edificata probabilmente nel XVIII secolo, ha una facciata semplice con rosone. Sull'altare si può ammirare una tela del XVI secolo che rappresenta "Il battesimo di San Sebastiano" attribuita a Francesco Cozza. Nell'unica navata ci sono anche due statue lignee del XIX secolo.
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